Hotel Bellariva - Pescara

Tombe rupestri
 

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ITINERARIO 2 - ALLA SCOPERTA DI SAN LIBERATORE
Questo breve itinerario si sviluppa su rilievi a ridosso della zona mediana della Val Pescara e conduce a chiese ed abbazie che possono essere considerate dei veri gioielli architettonici. Alcune di esse sono spettacolarmente in vista come Santa Maria d’Arabona, che spicca in lontananza dall’alto del suo colle, altre nascoste come tesori preziosi come S.Liberatore a Maiella, completamente immersa nel fitto della vegetazione sulle pendici della seconda montagna d’Abruzzo.

Santa Maria d'Arabona (Manoppello)
Costruita nel 1208 è la prima chiesa cistercense edificata in Abruzzo e deve probabilmente il suo nome ad un preesistente tempio pagano dedicato alla dea Bona (dal latino “ara Bonae”, cioè altare della dea Bona).
L’esterno presenta due rosoni, uno nell’abside, sotto al quale si trovano cinque monofore, l’altro nel transetto vicino la torre campanaria.
La pianta della chiesa è a croce latina ed è divisa in tre navate; particolare interesse rivestono il tabernacolo gotico addossato al muro e il candelabro pasquale poggiante su una colonnina sostenuta da due cani e un leone rampante (l’altro risulta mancante).
I tre dipinti (1337) che decorano la parete dell’abside sono di Antonio da Atri e rappresentano una Crocifissione, una Santa coronata e una Vergine in trono che regge in braccio il Bambino che, a sua volta, tiene tra le mani un piccolo cane bianco, particolare assai raro e suggestivo.
All’esterno si trova un bellissimo parco sul quale si affaccia l’abbazia.

La Badia di San Liberatore (Serramonacesca)
Una delle più antiche chiese medioevali dell’ordine benedettino cassinese, fu fondata secondo la leggenda da Carlo Magno nel 781, ma è solo nel 884 che viene menzionata all’interno di un inventario di tutti i beni benedettini. Distrutta dal terremoto del 990, fu ricostruita nel 1007 dal monaco Teobaldo arrivato appositamente da Montecassino.
L’attuale struttura della badia è dovuta in parte alla ricostruzione voluta da Desiderio, abate di Montecassino nel 1080, che vi portò numerose maestranze. A partire dal XIV sec. iniziò un progressivo decadimento che culminò nel 1806 con la soppressione degli ordini monastici.
Situata ai piedi della Maiella, la badia è immersa in uno scenario ricco di boschi e acque. La facciata ha uno schema che rispecchia la tripartizione interna. Divisa in due ordini , presenta nella parte superiore tre monofore semplici e in quella inferiore tre portali, caratteristici del romanico abruzzese.
L’interno è a tre navate divise da sette arcate per lato. Gli affreschi si dividono in quelli più recenti (1500), ora staccati e posti su pannelli, che rappresentano il monaco Teobaldo che offre la chiesa e quelli più antichi rimasti in loco sulla parete dell’abside centrale e risalenti alla seconda metà del XIII sec.
Sul pavimento della navata centrale è stato rimontato il mosaico originario cosmatesco risalente al 1275.

L'eremo di sant'Onofrio e le tombe rupestri.
Sotto una parete calcarea dei dintorni di Serramonacesca e nei pressi di una Piccola fonte, l'eremo di S. Onofrio è davvero suggestivo se si pensa che l'eremita viveva nella grotta oggi dietro l'altare. Infatti, proprio lì è la culla di S. Onofrio, con due conchette consumate dalle ginocchia del santo durante le preghiere.
Vicinissime all'antica chiesa di S. Liberatore a Maiella a Serramonacesca, le tombe rupestri di S. Liberatore sono ricavate in nicchie scavate nel calcare delle pareti che contornano il letto del fiume Alento come sepolture dei primissimi eremiti. Allo stesso complesso religioso sono legate le grotte di S. Liberatore, strano e ancora misterioso insieme di vani scavati nella roccia. Il sistema di canaletti esterni scavati con lo scopo di non far penetrare l'acqua piovana all'interno delle grotte, forse serviva come cellette per la meditazione e l'isolamento o come sepolture ingegnose nella loro semplicità.


Santa Maria d'Arabona


Candelabro pasquale


San Liberatore


Pulpit and The interior